Prato Crime Festival, grande richiamo di pubblico per i giornalisti Rinaldi e Ranucci. E stasera gran finale con Roberta Bruzzone

Ieri fila all’ingresso di Palazzo Vaj per Pino Rinaldi e soldout al Politeama per Ranucci nell’ambito della seconda giornata del festival. Stasera alle 21 alla Camera di Commercio la chiusura della manifestazione con lo spettacolo della criminologa ‘L’epoca della rabbia’

E’ stata una seconda giornata da tutto esaurito quella del Prato Crime Festival. Le conferenze – spettacolo dei giornalisti d’inchiesta Pino Rinaldi e Sigfrido Ranucci hanno riempito la corte interna di Palazzo Vaj e il teatro Politeama Pratese. Al centro degli interventi il concetto di verità, il valore attuale del giornalismo, l’importanza dell’etica nella gestione della cronaca nera.

“Due appuntamenti che hanno superato le aspettative di presenze – commentano gli organizzatori -. E che ci danno bene la misura di quanto questo festival sia stato apprezzato, atteso, e di come possa diventare un appuntamento stabile nel panorama delle iniziative di Prato. Vedere il centro storico così piano di persone, così vivo, e assistere a tutto questo entusiasmo non può che riempirci d’orgoglio”.

Rinaldi, volto storico del giornalismo d’inchiesta italiano, per oltre vent’anni inviato di ‘Chi l’ha visto?’ ha portato sul palco di Palazzo Vaj la sua esperienza maturata sul campo, tra alcuni dei casi più complessi della cronaca italiana. Ranucci, invece, giornalista e storico conduttore di Report ha portato in scena davanti a un Politeama da tutto esaurito, “Diario di un trapezista”, uno spettacolo teatrale intenso e inedito che ha raccontato il dietro le quinte delle sue inchieste più celebri.

Oggi si riparte con la giornata conclusiva del festival. Momento di punta l’arrivo in Camera di Commercio Prato Pistoia (via del Romito 71) della criminologa e psicologa forense Roberta Bruzzone. Lo spettacolo guiderà il pubblico in un’analisi lucida e approfondita della cosiddetta “epoca della rabbia”, esplorando il lato oscuro dei ragazzi che uccidono e ricostruendo i percorsi che possono portare a scenari tanto drammatici.

Un incontro che non si limita a raccontare la cronaca, ma invita a comprendere il fenomeno per offrire strumenti di lettura, riflessione e prevenzione. “Perché capire è il primo passo per evitare che tragedie come queste possano ripetersi” conclude Bruzzone.

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